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Curiosità a Lima

*** Gallito de las Rocas - uccello nazionale del Perù

***  Il caffè migliore al mondo:

caffè "Tunqui di Puno"

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*** "alfajor di San Roque"

Dolce tipico peruano del nord della regione di Lambayeque

***  Sotterranei segreti e catacombe

Sotto la Chiesa di San Francisco si estende un intricato sistema di catacombe con oltre 70.000 resti umani risalenti al XVI secolo. Offrono un punto di vista affascinante sulla Lima coloniale.

*** Barranco: il quartiere bohémien

  • È il quartiere artistico e più “instagrammabile” della città, con murales colorati, caffè alternativi e gallerie d’arte indipendenti.

*** a Lima non piove, ma in inverno è grigio.  Lima è una delle capitali più aride del mondo (meno di 15 mm di pioggia all’anno!). Tuttavia, da giugno a ottobre, è coperta da una nebbia costante chiamata “garúa”, che le dà un’atmosfera misteriosa.

Gli abitanti scherzano dicendo che “Lima è una città senza pioggia, ma con nuvole grigie chiare uniforme “ come il pelo della pancia di un asino”.

*** Gli antichi templi nel cuore della città

In mezzo al traffico moderno si trovano più di 250 huacas (siti archeologici preincaici)!

La più famosa è Huaca Pucllana, un tempio di mattoni di fango del 400 d.C.

Oltre alla famosa Huaca Pucllana, ci sono le Huacas Huallamarca e Mateo Salado, veri e propri santuari nascosti tra condomìni e giardini.

*** A Capodanno, molti limeñi indossano biancheria intima gialla per attirare la fortuna 💛

*** Durante la Feria del Señor de los Milagros, la città si veste di viola e migliaia di persone partecipano alla processione religiosa più grande del Sud America.

***La Casa Aliaga: la più antica abitata di tutto il continente Situata nel centro storico, è stata abitata dalla stessa famiglia per oltre 17 generazioni, dal 1535 a oggi. Dietro un portone anonimo si nasconde un mondo di cortili coloniali, mobili d’epoca e storie di fantasmi tramandate di generazione in generazione. Si può visitare solo su prenotazione — un’esperienza intima e rarissima.

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Casa de Aliaga la Vivienda colonial

*** I guaritori e i mercati “magici” Al Mercado de San Camilo o di Magdalena trovi bancarelle dedicate alla medicina tradizionale andina e amazzonica. Si vendono erbe, amuleti, “piedras energéticas” e persino pozioni d’amore 💞 Alcuni curanderos offrono letture spirituali o pulizie energetiche con fiori e incensi.

*** Il “tempo fermo” di Pueblo LibreÈ uno dei quartieri più autentici . Qui puoi visitare il Museo Larco, ma anche piccole taverne familiari dove ancora si servono piatti coloniali come carapulcra o anticuchos cucinati su braci all’aperto.

In certi cortili si trovano ancora pozzi coloniali e mosaici originali del 1700.

*** Lima e il culto delle “anime dimenticate” Nelle chiese più antiche, come Las Nazarenas, molti limeñi accendono candele per le “ánimas” — anime di persone sconosciute che, secondo la tradizione, aiutano chi le ricorda. È una delle forme di spiritualità sincretica più forti del Perù urbano.

In alcuni mercatini si vendono persino miniature di tombe e croci da offrire in loro onore.

*** La bevanda “misteriosa”: la chicha morada È un succo viola scuro ottenuto dal mais andino cotto con ananas, cannella e chiodi di garofano. Nacque come bevanda rituale precolombiana e oggi è simbolo della convivialità limeña.

*** Il barbiere dei fantasmi  In una stradina di Barrios Altos, un antico barbiere mantiene la bottega del nonno, aperta dal 1890. Racconta che a volte le forbici cadono da sole o che il vecchio orologio si ferma alle 23:47, ora in cui il nonno morì. Gli abitanti del quartiere lo considerano un luogo “protetto”: chi si taglia i capelli lì “lascia i problemi alle spalle”.

Il fuoco del Pisco

  • Nella cultura peruviana, il Pisco non è solo una bevanda: è un rituale alchemico.

  • Si dice che il fuoco del Pisco contenga “l’anima del sole delle Ande” e “il sale del mare di Lima”.

  • I maestri barman più antichi accendono simbolicamente il Pisco prima di servire, come gesto di purificazione.

  • Dietro ogni bicchiere, c’è una filosofia di equilibrio tra forza e dolcezza, tra controllo e abbandono.

 curiosità  

- Il caffè migliore al mondo:

caffè "Tunqui di Puno"

- Il caffè Llapaz Alto -Palomar uno dei migliori 

Dove lo trovi a Lima:

a Miraflores in av. Pardo 535, a 500 metri dall'Ovalo di Miraflores

da " Caffeteria Valentini " 

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Il caffè peruviano ha una varietà di alta qualità, principalmente Arabica, apprezzata per la sua acidità brillante, il corpo medio e i complessi profili aromatici che includono note fruttate, di cioccolato, noci e caramello.

La sua eccellenza è favorita dalle condizioni del territorio. 

Caratteristiche principali

  • Tipologia: Principalmente 100% Arabica, con le varietà Typica e Bourbon in maggioranza.

  • Altitudine: tra i 1.200 e i 2.000 metri sul livello del mare, contribuendo a creare chicchi più densi.

  • Processo di lavorazione:  metodi tradizionali, come l'essiccazione al sole, che contribuiscono a sviluppare sapori ricchi. Il processo di "macinazione a umido"

  • Gusto: Brillante acidità, corpo medio e un retrogusto persistente.

  • Zone di produzione: Le principali regioni di coltivazione includono Cusco, Piura, Jaèn, Amazonas, San Martin, Huànuco, Junìn, Chanchamayo,Pasco, Ayacucho e Puno.

Curiosità

  • IL “caffè Tunqui” di Puno è stato nominato, da una giuria internazionale, come il migliore del mondo.

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- curiosità  

"alfajor di San Roque"

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Dolce tipico peruano del nord della regione di Lambayeque

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L' "alfajor di San Roque"

• Il dolce nasce da una idea di Victoria Mejía de García, che, insieme a un gruppo di donne della via di San Roque, in Lambayeque, cercò di creare un dolce unico per scopi altruistici: dare un’alimentazione fortemente calorica a le persone povere e bisognose. Siamo prima del 1920 e la loro iniziativa era anche vendere i dolci per ricavare fondi sempre a favore delle famiglie bisognose.

• Questo dolce nasce da una versione ingrandita del tradizionale alfajor, composto da diversi strati di pasta cotta e ripieno di dulce de leche, marmellata di ananas e arachidi.

• Nel 1933, quando il film King Kong debuttò nei cinema di Lambayeque, il pubblico paragonò le dimensioni e la forma imponente del dolce alla figura del gorilla gigante. Da qui prese il nome di King Kong

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